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Una mappa online mostra gli ostacoli all’accesso umanitario

a cura di in data 29 Agosto 2022 – 22:43Nessun commento

 

INFO COOPERAZIONE, 29 agosto 2022

Da alcune settimane è disponibile in una versione rinnovata e visualizzabile anche online la panoramica sull’accesso umanitario realizzata da ACAPS, osservatorio indipendente sul mondo dell’aiuto umanitario che fornisce un’analisi dello stato dell’accesso umanitario a livello globale negli ultimi sei mesi. L’analisi viene realizzata considerando nove variabili (sotto tre pilastri o dimensioni) per verificare i vincoli di accesso umanitario in 82 paesi con crisi umanitarie attive. Il questo rapporto, c’è una narrazione analitica per pilastro, con una spiegazione del tipo di vincoli e indicatori di accesso umanitario che rientrano in ciascun pilastro oltre alla situazione dei singoli paesi. I casi approfonditi in questo rapporto sono stati scelti sulla base di tre criteri principali: i) le crisi più colpite nell’ambito di ciascun pilastro dell’accesso, ii) crisi o contesti per i quali ACAPS dispone di dati affidabili o più regolari su uno specifico vincolo di accesso e iii) esempi diversificati che mostrano come diversi (o simili) vincoli di accesso possono essere trovati in contesti diversi.

Ecco di seguito i pilastri e relative dimensioni prese in considerazione nella raccolta dati:

PILASTRO 1 – Accesso delle persone bisognose agli aiuti umanitari

  • Negazione dell’esistenza di bisogni umanitari o diritto all’assistenza.
  • Limitazione e ostacolo all’accesso ai servizi e all’assistenza.

PILASTRO 2 – Accesso degli attori umanitari alla popolazione colpita

  • Ostacoli all’ingresso nel Paese (burocratici e amministrativi).
  • Limitazione della circolazione all’interno del Paese (ostacoli alla libertà di movimento e/o amministrativa restrizioni).
  • Interferenza nell’attuazione delle attività umanitarie.
  • Violenza contro il personale, le strutture ei beni umanitari.

PILASTRO 3 – Sicurezza e vincoli fisici

  • Insicurezza o ostilità che incidono sull’assistenza umanitaria.
  • Presenza di mine, ordigni esplosivi improvvisati, residuati bellici esplosivi e inesplosi ordigni.
  • Vincoli fisici nell’ambiente (ostacoli legati al terreno, clima, mancanza di infrastrutture, ecc.).

Dall’inizio del 2022 si osserva un deterioramento della situazione dell’accesso umanitario in alcune crisi come diretta conseguenza di un peggioramento del contesto, come nel caso del Myanmar e dell’Ucraina. D’altra parte si osservano lievi miglioramenti nella situazione di accesso in alcuni paesi dopo la revoca delle restrizioni legate al COVID-19 (Gibuti) o la riduzione delle ostilità (Palestina).

L’elenco seguente mostra le condizioni di accesso nei paesi valutati tra gennaio e giugno 2022 ma non deve essere considerata come un’istantanea delle condizioni di accesso in tempo reale.

Vincoli estremi

  • ERITREA
  • MYANMAR
  • UCRAINA
  • YEMEN

Vincoli molto elevati

  • AFGHANISTAN
  • CHAD
  • COLOMBIA
  • REPUBBLICA DEMOCRATICA DEL CONGO (RDC)
  • ETIOPIA
  • INDONESIA
  • IRAQ
  • MALI
  • NIGERIA
  • SOMALIA
  • SUDAN DEL SUD
  • PALESTINA
  • SUDAN
  • SIRIA
  • VENEZUELA

Vincoli elevati

  • BANGLADESH
  • BURKINA FASO
  • CAMERUN
  • REPUBBLICA CENTROAFRICANA (AUTO)
  • REPUBBLICA POPOLARE DEMOCRATICA DI COREA (RPDC)
  • EL SALVADOR
  • HAITI
  • IRAN
  • KENIA
  • LIBANO
  • LIBIA
  • MESSICO
  • MOZAMBICO
  • NICARAGUA
  • NIGER
  • PAKISTAN
  • TAILANDIA
  • TURCHIA

Negli ultimi sei mesi, la situazione dell’accesso umanitario è peggiorata in Ciad, El Salvador, India, Indonesia, Malesia, Myanmar, Namibia, Pakistan, Sudan, Ucraina e Yemen. L’Ucraina e El Salvador hanno dovuto affrontare vincoli significativamente più elevati relativi all’accesso agli aiuti umanitari e ai servizi tra gennaio e giugno 2022. Questo risultato è il risultato dell’escalation del conflitto nel caso dell’Ucraina e dello stato di emergenza dichiarato per affrontare la violenza delle bande in El Salvator.

La metodologia di questa indagine prevede la raccolta di informazioni e dati quantitativi da una serie di fonti credibili e pubblicamente disponibili, tra cui agenzie delle Nazioni Unite, governi, ONG internazionali e locali, media internazionali e locali e operatori umanitari che lavorano nei paesi e nelle aree analizzate.

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