Il nuovo colonialismo che sfrutta l’Africa è più complesso di quello antico
24 Giugno 2022 – 23:12

Africa, 24 Giugno 2022
Il continente si è affollato, assoggettato a interessi di ogni tipo: politici, economici, commerciali, anche ideologici e addirittura religiosi. E accanto a Stati Uniti e Gran Bretagna, sono oggi sul campo le economie emergenti …

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Banca africana di sviluppo, nel 2023 prevista stagnazione

a cura di in data 27 Maggio 2022 – 21:52Nessun commento

Africa, 27 maggio 2022

Il prodotto interno lordo dei Paesi dell’Africa ha registrato una forte ripresa nell’ultimo anno, ma gli effetti della pandemia di Covid-19 ancora in corso, l’invasione russa dell’Ucraina e la conseguente guerra pongono notevoli sfide a medio termine: è questa l’analisi della Banca africana di sviluppo (AfDB) contenuta nell’ultima edizione dell’African Economic Outlook pubblicato in questi giorni.

di Michele Vollaro

Secondo i dati resi noti, nel 2021 il prodotto interno lordo dell’Africa è cresciuto di circa il 6,9% dopo aver registrato nel 2020 una contrazione dell’1,6% indotta dalla pandemia.
L’aumento dei prezzi del petrolio e della domanda globale hanno contribuito lo scorso anno a migliorare i fondamentali macroeconomici dell’Africa, ma la crescita potrebbe decelerare al 4,1% nel 2022 e rimanere bloccata nel 2023, a causa della persistente pandemia e delle pressioni inflazionistiche causate dalla guerra tra Russia e Ucraina, che sono i principali fornitori di grano del continente.
Il tema dell’African Economic Outlook 2022 è “Sostenere la resilienza climatica e una giusta transizione energetica in Africa”, in linea con le discussioni delle riunioni annuali dell’AfDB in corso in questi giorni ad Accra.
“Il cambiamento climatico è la sfida più esistenziale allo sviluppo dell’Africa oggi – ha detto il capo economista e vicepresidente ad interim di AfDB, Kevin Urama, presentando il rapporto – Trovare politiche che affrontino l’adattamento climatico e la mitigazione delle emissioni di gas serra garantendo al contempo lo sviluppo sociale ed economico è una delle sfide politiche più durature del nostro tempo”.
Urama ha inoltre aggiunto: “Il rapporto 2022 dell’African Economic Outlook fornisce opzioni politiche basate sull’evidenza per promuovere una crescita inclusiva costruendo la resilienza climatica e una giusta transizione energetica in Africa”.
Secondo le stime dell’AfDB, la pandemia e la guerra tra Russia e Ucraina potrebbero lasciare un’impressione duratura per diversi anni, se non addirittura per un decennio. Nel frattempo, circa 30 milioni di persone in Africa sono state spinte in condizioni di povertà estrema nel 2021 e circa 22 milioni di posti di lavoro sono stati persi nello stesso anno a causa della pandemia. Si prevede inoltre che la tendenza continuerà anche durante la seconda metà del 2022 e nel 2023. Le interruzioni economiche derivanti dalla guerra Russia-Ucraina potrebbero spingere altri 1,8 milioni di persone in tutto il continente africano in condizioni di estrema povertà nel 2022 con il numero che potrebbe aumentare di altri 2,1 milioni nel 2023.
Il rapporto invita infine la comunità internazionale a rispettare impegni come il finanziamento annuale di 100 miliardi di dollari promesso dalle nazioni ricche per sostenere l’azione per il clima nei paesi in via di sviluppo.
L’Africa, che emette meno emissioni inquinanti al mondo, è sproporzionatamente colpita dai cambiamenti climatici. Secondo l’AfDB, il continente perde tra il 5% e il 15% del prodotto interno lordo a causa del cambiamento climatico ma complessivamente, tra il 2016 e il 2019, i Paesi africani hanno ricevuto solo 18,3 miliardi di dollari in finanziamenti per il clima.
L’African Economic Outlook  propone una serie di raccomandazioni politiche per ricostruire meglio e generare economie resilienti in Africa. Tra queste, l’accelerazione della vaccinazione contro il Covid-19 e la fornitura di un forte sostegno alle industrie farmaceutiche nazionali; la necessità di ridurre la dipendenza da singole fonti alimentari; e la revisione dei quadri globali del debito.

(Michele Vollaro)

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