Il nuovo colonialismo che sfrutta l’Africa è più complesso di quello antico
24 Giugno 2022 – 23:12

Africa, 24 Giugno 2022
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Nord del Benin: la nuova frontiera del terrorismo di matrice jihadista

a cura di in data 4 Giugno 2022 – 21:59Nessun commento

Africa, 4 Giugno 2022

I gruppi estremisti violenti non sono più confinati negli Stati saheliani di Mali, Niger, Burkina Faso, Mauritania e Ciad. La loro minaccia si sta estendendo sempre di più verso le regioni settentrionali degli Stati costieri dell’Africa occidentale. Nel caso del Benin, cresce il timore che i rapimenti a scopo di riscatto possano scatenare il terrorismo. Le autorità nazionali e le comunità locali temono che i rapimenti nel Nord del Paese possano esacerbare le sfide interne alla sicurezza e fornire un punto di ingresso per gli estremisti che operano nella regione.

di Luigi Limone (Centro studi AMIStaDeS)

Negli ultimi anni, le attività dei gruppi armati jihadisti del Sahel si stanno espandendo dal punto di vista geografico, con una diffusione sempre più marcata verso gli Stati costieri dell’Africa occidentale, in particolare Benin, Costa d’Avorio, Ghana e Togo. Sono diverse le dinamiche, spesso interconnesse, che hanno creato le condizioni per una tale espansione sia all’interno degli Stati della banda saheliana che oltre i confini. In particolare, la pressione militare degli eserciti nazionali, l’operazione francese Barkhane e – in misura minore – la Forza congiunta del G5 Sahel, ancora non pienamente operativa, sembrano spingere i gruppi estremisti oltre le loro aree operative iniziali.
Dal 2020, i principali gruppi jihadisti dell’area hanno dovuto infatti affrontare una maggiore pressione nelle loro roccaforti in Mali, Niger e Burkina Faso. Mentre il Gruppo di sostegno per l’Islam e i musulmani (Jama’at Nusrat al-Islam wal-Muslimin, JNIM) e lo Stato islamico nel Grande Sahara (IS-GS) si sono scontrati violentemente per tutto il 2020 per il controllo di alcuni territori (la zona di Gourma in Mali, la regione transfrontaliera Mali-Niger-Burkina Faso e le regioni del Sahel e dell’Est del Burkina Faso), le forze armate nazionali e internazionali hanno incrementato le operazioni a tappeto. Ciò ha limitato il raggio di azione dei jihadisti e al tempo stesso aperto le porte al desiderio di estendere la loro influenza oltre i Paesi saheliani e soprattutto verso i Paesi del Golfo di Guinea.

“Spillover effects” da Burkina Faso e Niger
Dal 2018 preoccupa sempre di più la presenza di gruppi armati nella zona sud-orientale del Burkina Faso. Gran parte dell’area non è più sotto il controllo delle autorità statali, che hanno perso il loro punto d’appoggio in tutte le aree boschive, in particolare nei parchi naturali Arli e W, nonché lungo alcune strade chiave. A parte alcuni tentativi di imporre le loro regole in alcuni villaggi, i jihadisti non sembrano avere l’ambizione di estendere la loro governance alla maggioranza della popolazione. Tuttavia, sembra che l’area si stia trasformando in un rifugio per i combattenti provenienti dal nord del Burkina Faso, dal Niger e dal Mali, o addirittura in un’area di finanziamento. La minaccia proviene anche dal sud del Niger, nel cuore del Parco W, dove i gruppi jihadisti controllano porzioni di territorio sempre più ampie e i casi di rapimenti a scopo di riscatto sono in aumento.
I Paesi vicini guardano con preoccupazione a questi sviluppi. Sia il Benin che la Costa d’Avorio si sentono minacciati: le autorità ritengono che i disordini ai confini settentrionali si riverseranno presto sul loro territorio. La Costa d’Avorio è stata attaccata per la prima volta nel nord nel giugno 2020; i jihadisti hanno basi nel Paese, in particolare nel nord-est, al confine con il Burkina Faso e il Ghana. Fino a poco tempo fa, non erano invece ancora stati compiuti attentati veri e propri in territorio beninese. Tuttavia, verso la fine del 2021 alcune postazioni militari nella regione settentrionale di Atacora, al confine con il Burkina Faso, sono state attaccate e due soldati sono stati uccisi. Il gruppo armato Jama’at Nusrat al-Islam wal-Muslimin (JNIM), legato ad al-Qaeda, ha rivendicato la responsabilità dell’attacco.

Incursioni nel nord del Benin
In Benin, le incursioni di presunti jihadisti sono in aumento e la zona transfrontaliera con Niger e Burkina Faso è sempre meno controllata dalle autorità. Vista da Cotonou, la situazione nel sud del Niger e del Burkina Faso è percepita come una minaccia diretta per il Paese. Quasi tutta la frontiera con i due Paesi è attualmente fuori dal controllo delle forze di sicurezza e le foreste che si trovano da est a ovest e che sono attraversate dal confine sono occupate da gruppi jihadisti.
Negli ultimi anni, sono stati registrati numerosi episodi di rapimenti nei comuni settentrionali e collinari del Paese. Secondo quanto riferito dall’Istituto per gli Studi sulla Sicurezza (ISS), sembra che il fenomeno dei rapimenti a scopo di riscatto sia iniziato nel 2016 nel comune di Tchaourou, nel dipartimento settentrionale di Borgou. L’intervento della polizia nel 2020 ha riportato una situazione di calma nell’area, ma altri comuni come Banikoara, Bantè, Bassila, KonKondji, Kétou, Malanville, Ouèssè, Pèrèrè, Perma, Savè e Ségbana hanno subito sporadici rapimenti.
Questi attacchi si spiegano, tra l’altro, con la mancanza di attività generatrici di reddito in queste aree. I gruppi estremisti spesso si infiltrano in spazi dove il contratto sociale tra Stato e cittadini è debole o inesistente; collaborano con altri gruppi criminali, come i cercatori d’oro illegali, i bracconieri o i trafficanti di droga e di esseri umani, che hanno anch’essi interesse a mantenere l’assenza dello Stato o a indebolirne la presenza.

Tentativi di risposta

Nell’ambito dell’Iniziativa di Accra, lanciata nel settembre 2017 da Benin, Burkina Faso, Costa d’Avorio, Ghana e Togo, in risposta alla crescente insicurezza legata all’estremismo violento nella regione, diverse operazioni congiunte sono state condotte nelle zone di confine tra Burkina Faso e Benin e Burkina Faso e Costa d’Avorio. Sono inoltre in corso discussioni tra Togo, Benin, Niger e Burkina Faso per realizzare nuove operazioni transfrontaliere e cercare di arginare questa minaccia crescente. Sia nel contesto dell’Iniziativa di Accra che attraverso accordi bilaterali o multilaterali, dall’ottobre 2020 si sono intensificati i piani per operazioni militari congiunte tra Benin, Niger, Burkina Faso e, più marginalmente, Togo. L’obiettivo dichiarato è quello di riprendere il controllo effettivo delle zone transfrontaliere.
Dal canto suo, il governo del Benin sta cercando allo stesso tempo di impegnarsi nelle questioni locali insieme all’African African Parks Network (APN), una ONG che si occupa di conservazione della natura e in particolare di sostenere le popolazioni locali che vivono in prossimità dei parchi naturali. Attraverso tale impegno, Cotonou intende promuovere opportunità lavorative e fonti di sostentamento nelle regioni settentrionali del Paese, allo scopo di garantire un’alternativa valida alle popolazioni locali che, in mancanza di un controllo statale, sono facile preda dei gruppi armati che minacciano l’area.

Fonti:
France 24, “Death toll in Benin national park attacks rises as France opens terror probe”, https://www.france24.com/en/africa/20220211-death-toll-in-benin-national-park-attacks-rises-as-france-opens-terror-probe
Institute for Security Studies (ISS), “Could kidnapping for ransom open the door to terrorism in Benin?”, July 2021, https://issafrica.org/iss-today/could-kidnapping-for-ransom-open-the-door-to-terrorism-in-benin
Institute for Security Studies (ISS), “Hard counter-terrorism lessons from the Sahel for West Africa’s coastal states”, June 2019, https://issafrica.org/iss-today/hard-counter-terrorism-lessons-from-the-sahel-for-west-africas-coastal-states
Institut d’études de sécurité (ISS), « L’Initiative d’Accra peut-elle prévenir le terrorisme dans les États côtiers de l’Afrique de l’Ouest? », septembre 2019, https://issafrica.org/fr/iss-today/linitiative-daccra-peut-elle-prevenir-le-terrorisme-dans-les-etats-cotiers-de-lafrique-de-louest

Konrad Adenauer Stiftung, “North of the countries of the Gulf of Guinea. The new frontier for jihadist groups?, 2021, https://www.kas.de/documents/261825/13432629/North+of+the+countries+of+the+Gulf+of+Guinea+-+The+new+frontier+for+jihadist+groups.pdf/97cbceda-85c1-33fc-45fd-50f8ddaaa0ab?version=1.2&t=1625138447487”.

(Luigi Limone)

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