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Si può ancora provare ad avviare un negoziato

a cura di in data 8 Maggio 2022 – 22:22Nessun commento

Domani, 8 maggio 2022,
di Mario Giro (politologo)

Serve un mediatore

Si dice da più parti che la pace è auspicabile ma la Russia non vuole negoziare. Ne consegue l’accettazione della guerra come unica soluzione. Se Putin non vuole negoziare nemmeno con il papa – si dice – quale alternativa? Tale ragionamento è comprensibile ma sbrigativo. Certamente la Russia attuale è un interlocutore molto difficile. L’aver preso la decisione di guerra ha reso Mosca il soggetto che ha messo a repentaglio la pace mondiale. Tuttavia, troppo spesso si fa la caricatura della verticale del potere” russa, quasi si trattasse di un paese con una dirigenza di qualità elementare. La realtà è ben diversa e lo si intravvede leggendo fra le righe o ascoltando gli ex collaboratori del presidente russo. Guardando all’opinione pubblica russa ci rendiamo conto di aver a che fare con un mondo complesso, diverso dal nostro e (in questo momento) divaricante. Fino ad ora non sono state gettate le basi per un vero negoziato tra Mosca, l’Ucraina e l’occidente che la sostiene. Un mese prima della guerra i russi hanno presentato agli americani una proposta di trattato, respinta senza incontrarsi.
Se si fosse parlato non ci sarebbe stata guerra? Non lo sappiamo ma va onestamente detto che una vera volontà di negoziare non si è ancora condensata.
Il fatto che Putin non risponda al papa è emblematico: non vuole dirgli di sì ma nemmeno di no, almeno per ora. I tentativi della Santa Sede proseguono confidenzialmente.
La Russia vuole negoziare innanzi tutto con gli Stati Uniti perché pensa che sia il suo livello. In alternativa potrebbe accettare di parlare con i più importanti paesi europei assieme. Mosca vuole che sia presa in considerazione – lo ripetono continuamente – la sua visione sull’Ucraina e sulla sistemazione dell’area che ricopre: crede nelle sfere di influenza e include l’Ucraina nella propria.
Si tratta di una visione che l’occidente considera superata ma attenzione: la Russia non è la sola a pensarla così.
Nel sistema multipolare della deglobalizzazione la maggioranza dei paesi lo crede. È noto come tale visione possa collidere con l’altrettanto fondamentale diritto all’autodeterminazione e alla libertà di scelta delle nazioni. Come tutti sanno tale diritto si presta a interpretazioni non univoche.
Esiste la possibilità di compromesso tra le due visioni? Se esiste quale ne è il prezzo? Chi è disposto a pagarlo a Mosca o a Kiev?
Sono queste le vere domande a cui deve rispondere una trattativa che nessuno ha ancora proposto. Ottenere reali colloqui di pace implica un mediatore politicamente autorevole e imparziale: un vero atto di coraggio davanti a tanto dramma.

(Mario Giro)

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